Logo
Mirabilia
Mirabilia

ADMAIORA

Mirabilia

Amnesty International e Ad Maiora: tre anni di partnership per un fundraising digitale sostenibile

Dal 2023 Amnesty International collabora con Ad Maiora per costruire una strategia di advertising digitale volta a rendere la raccolta fondi online più strutturata, misurabile e sostenibile nel tempo.

La partnership si inserisce in un contesto di forte trasformazione del mercato. Secondo l’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, l’advertising digitale in Italia ha superato i 5 miliardi di euro, rappresentando oltre il 60% degli investimenti pubblicitari complessivi. Parallelamente, il settore nonprofit registra una crescita progressiva delle donazioni online, con un graduale spostamento verso modelli basati su fidelizzazione e continuità.

In uno scenario caratterizzato da nuove regolamentazioni, restrizioni sul tracciamento dei dati e maggiore consapevolezza da parte dei donatori, la partnership tra Ad Maiora e Amnesty International ha attraversato una profonda evoluzione, passando da intervento operativo a collaborazione strategica di lungo periodo.

Ne abbiamo parlato con Laura Bonomi, Head of Fundraising and Philanthropy Division di Amnesty International, che ci ha raccontato sfide, trasformazioni e obiettivi futuri di questo percorso.

Ripensare l’advertising nonprofit: il percorso di Amnesty International

Nel 2023, quali erano le principali sfide legate all’advertising online per la raccolta donazioni?

“La principale sfida era strutturare una strategia orientata alla raccolta fondi, con un focus particolare sulle donazioni regolari. Fino a quel momento le attività digital erano presenti, ma mancava un approccio realmente strategico e integrato.
Volevamo passare da campagne episodiche a un sistema basato su analisi dei dati, test continui e ottimizzazione delle performance, per rendere la raccolta fondi online più sostenibile e prevedibile nel medio-lungo periodo.
L’obiettivo non era semplicemente aumentare le conversioni, ma costruire un modello di digital fundraising capace di generare valore nel tempo.”

 

Negli ultimi anni il panorama dell’advertising digitale è cambiato profondamente: quali trasformazioni tecnologiche hanno avuto l’impatto maggiore sulle vostre attività di fundraising online?

Il panorama dell’advertising digitale è diventato particolarmente delicato per realtà come la nostra, soprattutto perché trattiamo temi sensibili che richiedono grande attenzione sia nella comunicazione sia nella gestione dei dati.

Ciò che ha inciso maggiormente è stato il cambiamento normativo e regolamentare. Le restrizioni su targeting, tracciamento e utilizzo dei dati hanno richiesto un ripensamento delle strategie, una revisione delle modalità di profilazione del pubblico e una maggiore attenzione alla compliance. In un contesto già sensibile, l’equilibrio tra efficacia delle campagne e rispetto delle normative è diventato un elemento centrale della nostra strategia di fundraising online.

 

Come avete adattato strategie e approccio alle nuove dinamiche del digitale?

Abbiamo scelto di non irrigidirci su modelli predefiniti, ma di testare costantemente nuove soluzioni, monitorare i risultati in modo puntuale e adattare rapidamente le strategie.

A tale scopo abbiamo rafforzato le attività di analisi e ottimizzazione costante, lavorando su A/B test, segmentazioni alternative e nuovi funnel di conversione. La capacità di reazione è diventata un elemento chiave per mantenere solidità nelle performance.

 

Quanto è stato importante costruire un rapporto di fiducia continuativo per affrontare il contesto e raggiungere risultati concreti?

“In un contesto così dinamico e complesso, fiducia e ascolto sono necessari per lavorare in modo efficace e orientato ai risultati.

La fiducia reciproca permette di prendere decisioni anche coraggiose, sperimentare nuove strade e accettare che non tutte le azioni producano risultati immediati. Allo stesso tempo, l’ascolto continuo – dei dati, del mercato e del partner – è ciò che consente di adattare le strategie con lucidità e rapidità.

È proprio questa continuità che ci ha permesso di affrontare i cambiamenti del digitale senza perdere di vista gli obiettivi concreti di raccolta fondi.”

 

Avete notato un cambiamento nel comportamento delle persone che donano online rispetto a qualche anno fa?

Oggi registriamo un’attenzione molto più forte alla trasparenza e alla qualità dell’informazione: chi dona vuole capire con chiarezza dove vanno le risorse e qual è l’impatto reale degli interventi. Parallelamente, osserviamo una maggiore risposta alle situazioni di urgenza, ma con aspettative di comunicazioni tempestive e coerenti.

Questo cambiamento ha influenzato profondamente le nostre campagne, portandoci a rafforzare il lavoro su storytelling, proof of impact e aggiornamenti continui. L’equilibrio tra coinvolgimento emotivo e informazione chiara è diventato centrale nella nostra strategia di fundraising.

 

Quali sono gli obiettivi e le sfide future che immaginate di affrontare insieme ad Ad Maiora?

“Guardando al 2026, l’obiettivo principale è mantenere e consolidare i risultati raggiunti, continuando a far crescere la raccolta fondi online in modo sostenibile, con particolare attenzione alla qualità dei donatori e alla loro fidelizzazione nel tempo.

Sarà fondamentale fare bene ciò che già funziona, ma anche continuare a innovare: sperimentare nuovi canali, testare formati e linguaggi diversi e adattarci con agilità ai cambiamenti tecnologici e normativi.”

 

Una partnership che unisce strategia, dati e visione

Le parole di Laura Bonomi, Head of Fundraising and Philanthropy Division di Amnesty International, confermano una dinamica ormai centrale nel digital fundraising: generare conversioni non è più sufficiente, ma occorre costruire relazioni durature e integrate in un ecosistema digitale sempre più regolamentato e competitivo.

È proprio in questo spazio che si è consolidata la collaborazione tra Amnesty International e Ad Maiora.

In tre anni abbiamo visto questa partnership evolversi da progetto operativo a strategia digitale integrata. Il mercato dell’advertising sta cambiando rapidamente, e insieme siamo riusciti a trasformare le complessità normative e tecnologiche in un’opportunità per rafforzare metodo, creatività e visione di lungo periodo.” ha commentato Giulio Cupini, General Manager di Ad Maiora.

In un mercato digitale che cresce e si trasforma, le organizzazioni nonprofit sono chiamate a sviluppare modelli di raccolta fondi sempre più strutturati, trasparenti e sostenibili.

In tal senso, la partnership tra Amnesty International e Ad Maiora dimostra come, anche in uno scenario segnato da restrizioni normative e cambiamenti tecnologici, sia possibile consolidare i risultati raggiunti e al contempo favorire l’innovazione. La combinazione tra metodo, fiducia e innovazione diventa così la base per costruire relazioni durature con i sostenitori.